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"Disse un giorno, con fare minaccioso, lo stupido al genio: - Capiro' chi sei! -
E si mise a camminargli vicino. Il genio non sapeva chi fosse costui. E cosi' fecero un po' di strada insieme. Per un po" ne fu persino contento, in fondo gli faceva compagnia.
Camminarono parlando per un certo tempo.
-Ho capito! Ho capito chi sei! - esclamo' ad un certo punto lo stupido bloccando il genio per un braccio. E disse quel che aveva pensato. Il genio scoppio" a ridere e riprese a camminare con lo stupido subito dietro appresso.
Dopo qualche tempo successe di nuovo lo stesso. E il fatto si ripete" ancora e ancora, e ancora, a ancora, e ogni volta lo stupido fermava il genio.
Questi cominciava a innervosirsi ma non osava offendere quel tale che nemmeno conosceva. Penso" che doveva avere pazienza che un giorno avrebbe compreso. Ma passarono alcuni anni in quel modo. Il genio lamentava il fatto che in quel modo aveva percorso molta meno strada di quella che aveva pianificato. Cio" lo irritava notevolmente.
-Ho capito! Ho capito chi sei! - esclamo' ad un certo punto lo stupido bloccando di nuovo il genio per un braccio e fermandolo.
Ma non oso' proferire parola alcuna. Il genio si volto' stupito, dette uno sguardo generale allo stupido e scoppio' in una gran risata, poi di colpo si scuri' in volto.
- Libero di provarci. - disse poi - Pero' intanto che pensi – esclamo" deciso – vattene a sederti laggiu' sotto quell"albero e non seccarmi piu"! Se avessi smesso di provar di capire e di fermarmi ogni volta avremmo percorso tanta strada insieme. - e spinse di lato lo stupido con forza – Vattene dunque. Non ho tempo da perdere io! - concluse con tono asciutto.
E prosegui' per la sua strada su per la vetta piu' alta."
Aspettare che un idiota comprenda e" un esercizio di pazienza infinito. Va a durare piu" di una vita. Altro non e" che una gran perdita di tempo.
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